Intel e Nokia insieme per oFono, stack Linux mobile

14 05 2009

OFono, l’ultima creatura marchiata Linux ideata degli sviluppatori Intel e Nokia, è uno stack software basato su kernel Linux che si pone l’obiettivo di creare una infrastruttura standard per semplificare lo sviluppo di applicazioni di telefonia mobile. Con oFono gli sviluppatori – affermano gli autori del progetto – potranno creare le loro applicazioni facilmente e senza la necessità di conoscere al meglio l’architettura di base. OFono si divide essenzialmente in tre parti: un core stack dedicato alla gestione di tutte le funzioni di basso livello come le chiamate, la gestione delle reti, gli SMS, accesso alla SIM e quant’altro, una API D-Bus di alto livello per interfacciarsi con applicazioni di terze parti e un’altra di basso livello che permette di integrare oFono a modem cellulari, stack di terzi e dispositivi di archiviazione attraverso semplici plug-in.

Nonostante Intel e Nokia non ne abbiano ancora parlato pubblicamente, sembra ormai certo l’utilizzo dello stack oFono anche su Moblin e Maemo. In questo modo le due piattaforme diventeranno compatibili tra di loro e potranno dare maggiormente filo da torcere ad Android, LiMo e WebOS. Inoltre, stando ad alcune indiscrezioni, pare che la collaborazione tra Intel e Nokia non si limiterà solo all’ambito software. Entro i prossimi mesi, infatti, potrebbero sbarcare sul mercato nuovi dispositivi con oFono prodotti dalle due aziende. Staremo a vedere. Nel frattempo tutti gli interessati possono cominciare a studiare il codice sorgente dello stack scaricandolo da qui.

via TUXJournal.net





Netbook: meglio Ubuntu o Windows 7?

5 05 2009

Windows o Linux? I netbook hanno rinvigorito una storica diatriba del mondo dei computer, che sembrava fosse ormai accantonata data la preponderanza del sistema operativo di Microsoft su quello open source. Quantomeno sul fronte client, perché sui server i giochi sono tutt’altro che fatti. Però i Pc bonsai, che hanno rimescolato il mazzo e ridato le carte di un mercato che giaceva pressoché immobile, ridanno concretezza a un aspro confronto. Quello tra lo strapotere di Microsoft e la buona volontà degli sviluppatori fedeli al pinguino Tux. Purtroppo, dopo avere riportato in auge Linux, questi dispositivi si sono progressivamente convertiti a Windows. Così ogni dieci netbook venduti, sette prevedono di serie la piattaforma di Microsoft. Oggi.
Domani le cose sono destinate a mutare di nuovo: arriverà Windows 7; le distribuzioni open source sono in costante miglioramento per adattarsi alle capacità dei Pc bonsai. Nell’attesa che un altro gigante (Google) faccia il gran passo e permetta ad Android di abbracciare i mini portatili. Tuttavia, i vari Linux oggi sembrano, almeno in via teorica, gli unici capaci di trarre tutto il vantaggio possibile dai processori Intel Atom e dall’hardware che li circonda.
Dunque, abbiamo provato ad anticipare il futuro mettendo a confronto i due mondi utilizzando come cavia nientemeno che il Vodafone miniPc, al secolo Samsung Nc10 equipaggiato però con modem Hspa integrato. La scelta è caduta su questo netbook per le doti velocistiche e la
dotazione: offre tutte le tecnologie wireless oggi disponibili.
Rappresenta quindi un valido laboratorio di indagine. Però la configurazione di base è stata modificata sempre per anticipare una dotazione che diventerà la norma nei prossimi mesi. Così, l’hard disk tradizionale da 160 GB è stato sostituito con uno a stato solido (Ssd) da 64 GB, mentre la Ram è stata portata a 2 Gb. Questo il terreno su cui si sono fronteggiate due illustre edizioni Rc (Release Candidate, cioè quelle che precedono la versione commerciale): quella di Windows
7 Ultimate e la Ubuntu 9.04. Vi anticipiamo subito chi ha “vinto”: a oggi, Linux; ma in un prossimo futuro, lo scettro andrà quasi di sicuro a Seven. La piattaforma open source è stato l’unico a riconoscere, configurare e fare funzionare alla perfezione tutte le periferiche presenti nel Vodafone miniPc. Modem Hspa compreso: tanto che al termine dell’installazione è stato necessario solo indicare il gestore telefonico, per le relative impostazioni di base, in un elenco che comprendeva gli operatori di tutto il mondo. Funzionavano addirittura i tasti funzione per regolare volume, luminosità dello schermo e scorciatoie. Un vero portento. Anche in termini velocistici.
La fase di avvio del computer ha richiesto una manciata di secondi, davvero ottimo. I tempi di riposta dei menù sono da record. Non ci sono attese per l’avvio di una applicazione. Insomma, sul fronte velocistico e di compatibilità nulla da eccepire. Affidabilità è la parola chiave per identificare il funzionamento di Ubuntu 9.04. Per non parlare della dotazione di serie: c’è di tutto. Non manca nulla, perché la configurazione di base prevede i software per la produttività, il multimedia e la navigazione in Internet; non mancano nemmeno alcuni giochi per passare il tempo. Solo che Ubuntu perde sul fronte dell’interfaccia. Non c’è nulla da fare. L’ambiente Gnome per quanto curato e bello, non regge il passo con l’intuitività di Windows. Intendiamoci, non che sia difficile, anzi nel corso degli anni è stato semplificato parecchio. Però bisogna prenderci la mano, capire la logica alla base di Linux e affrontare alcuni percorsi a volte macchinosi per arrivare a trovare gli strumenti e i software a cui siamo abituati. O, meglio, le alternative open source, che a loro volta richiedono alcuni compromessi rispetto a quelli di Windows.
Niente di insuperabile, per carità, basta tenere duro un paio di giorni per l’apprendistato. Però Seven è immediato. Ripropone lo stesso ambiente di Vista. Per meglio definirlo, si potrebbe dire che Microsoft ha apportato tutte le correzioni che rendevano odioso il precedessore di 7 con le stesse doti velocistiche di Xp, il tutto corredato da una buona dotazione di nuove e interessanti funzioni.
Come, per esempio, il kernel capace di ridursi per non appesantire troppo il processore. Alla prova dei fatti, Windows 7 nella sua incarnazione Ultimate, cioè la più potente ed equipaggiata, è veloce almeno quanto Xp Home Edition. Insomma, non è una palla al piede come Vista pur offrendo tutti gli abbellimenti grafici del caso e il supporto per le tecnologie più recenti. Ma Seven è ancora debole sul fronte driver. Del Vodafone minPc, alias Samsung Nc10, ha configurato quasi tutto. A eccezione di: modem Hspa e tasti funzione; nulla da fare, impossibile farli funzionare. Le rimanenti risorse hardware sfruttavano driver generici firmati da Microsoft ma funzionanti. Per coprire la lacuna basterà attendere qualche mese affinché vengano ultimati i moduli per configurare le periferiche rimanenti. Però vanno fatti i complimenti a Microsoft per il lavoro di affinamento fatto su Seven. Con tutti gli effetti grafici attivati, ha assicurato tempi di risposta contenuti in ogni situazione. La compatibilità con gli applicativi per le attuali versioni di Windows è apparsa già a livelli eccellenti, così come la stabilità. Non c’è che dire, una gran bella sorpresa, anche in considerazione delle potenzialità garantite dalle risorse disponibili. Un netbook non dispone certo di un processsore dual core né di Ram a volontà. Anche se solo alla Rc, l’attuale versione di Windows 7 convince già per l’impegno profuso da Microsoft nello sviluppo. La speranza è che queste doti si mantengano anche nella edizione finale.

via Il Sole 24 ORE





Oracle compra Sun Microsystems per 5,6 miliardi di dollari

20 04 2009

Oracle ha annunciato di aver raggiunto un accordo per acquistare la software house Sun Microsystems per 5,6 miliardi di dollari, che salgono a 7,4 miliardi includendo anche l’assunzione del debito. L’operazione, che dovrebbe essere finalizzata entro l’estate, è già stata approvata all’unanimità dal cda di Sun Microsystems. Per ogni azione della rivale Oracle è pronta a pagare 9,5 dollari, un premio del 42 per cento rispetto alla chiusura in Borsa venerdì scorso. Nelle scorse settimane Ibm aveva annunciato di aver interrotto le trattative per una possibile acquisizione del gigante del software e dei server, per il quale offriva 9,40 dollari per azione.

via il Sole 24 Ore





Windows 7 farà decollare GNU/Linux?

6 04 2009

Ne è convinto Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu Linux. Gli utenti al giorno d’oggi richiedono innanzitutto di potersi collegare al Web, perché pagare Microsoft per farlo?

Windows 7 sui netbook aprirà ad Ubuntu, in particolare a GNU/Linux, le porte del successo anche sul desktop. Shuttleworth ne è sicuro. Non si tratta solo di una questione di prezzo o di licenza. Una delle principali preoccupazioni degli utenti è quella di potersi collegare al Web, non di utilizzare Office o altri software proprietari Microsoft. A questo punto, si chiede il buon Mark, perché pagare per utilizzare al volo servizi come Twitter o Facebook? Anche su GNU/Linux è possibile farlo … ovviamente a costo zero.

Grazie ai netbook, inoltre, la gente capirà che anche sul desktop è possibile usufruire di un ambiente gratuito, che permette a chiunque di accedere velocemente alla grande Rete. Pare ci siano in ballo 1 miliardo di nuovi utenti e GNU/Linux vuole accaparrarseli tutti. Ci riuscirà? Noi ce lo auguriamo.

via TuxJournal.net





ICT e le migliori nazioni al mondo. Chi sale e chi scende come l’Italia

27 03 2009

Il World Economic Forum ha presentato i dati dell’ottava edizione dell’Information Technology Report, realizzato in collaborazione con l’Insead di Parigi, ritenuta la più importante scuola di business europea, e sponsorizzato da Cisco Systems.

Il report prende in esame lo sviluppo e il livello di preparazione di 134 paesi nel settore dell’ICT e si basa su tre componenti principali: lo scenario nazionale generale di business, normativo e infrastrutturale, la capacità degli individui, delle aziende e della pubblica amministrazione di beneficiare dell’ICT e l’effettivo utilizzo delle tecnologie più avanzate.

Il report piazza l’Italia al 45esimo posto: nel 2008 eravamo in 42esima posizione, nel 2007 in 38esima. Al primo posto c’è la Danimarca, seguita dalla Svezia, mentre in terza posizione troviamo gli Stati Uniti. Seguono, dal quarto al decimo posto, Singapore, Svizzera, Finlandia, Islanda, Norvegia, Olanda e Canada. L’Italia fa peggio di paesi che hanno una ricchezza inferiore alla nostra, come Estonia, Malaysia, Lituania, Tunisia e Cile. In Europa superiamo la Grecia, ferma al 55esimo posto, e alcune nazioni dell’est, per il resto siamo sotto tutti.

Secondo il WEF, le criticità italiane risiedono soprattutto nelle condizioni di mercato e normative, nella poca attenzione dei governi all’ICT, nella lenta diffusione di PC e di connessioni nelle famiglie e anche nelle piccole imprese, nel digital divide. Eccelliamo solo nel mercato della telefonia mobile: con 137 utenze ogni 100 abitanti ci piazziamo al settimo posto a livello mondiale.

via webmasterpoint.





Libera, neutrale e per tutti Ecco internet secondo il Pd

27 03 2009

Accesso libero e senza filtri a internet, contro ogni forma di censura. Diffusione del software open source nella pubblica amministrazione. Abbattimento delle barriere tecnologiche che creano cittadini di serie A e di serie B e quindi, tra l’altro, banda larga alla totalità della popolazione entro il 2012 e aiuto per entrare nella società dell’informazione a coloro che “versano in condizioni di disabilità, disagio economico e sociale e di diversità culturale”. Contiene questi e altri obiettivi un progetto di legge dalle caratteristiche inedite, per certi versi innovative e di frontiera: l’hanno presentato al Senato il 20 marzo due senatori del Partito Democratico, Vincenzo Vita e Luigi Vimercati (che è stato sotto segretario alle comunicazioni nella precedente legislatura).

Il progetto è dichiarato contro altare alle molte proposte di legge arrivate nei giorni scorsi dal Centro Destra, considerati da numerosi esperti come minacce per la libera espressione su internet. La vena polemica è esplicita, in questa nuova presa di posizione: “In un momento di così grave crisi per l’economia nazionale – scrivono i due senatori – solo il governo italiano non investe sull’innovazione del Paese”. “Blocca i fondi per lo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione e sembra impegnato solo nel tentativo di mettere le mani sulla rete di Telecom Italia ed in iniziative legislative di tipo censorio”.

In particolare, questo è il primo progetto di legge in Italia (e forse anche nel mondo, come commentano molti addetti ai lavori in queste ore) a battersi a favore della neutralità della rete. È il principio secondo cui gli operatori non devono discriminare l’accesso internet dell’utente e non devono cioè rallentare o velocizzare alcuni contenuti, siti, applicazioni su internet. Finora internet si è retta su questo principio, che nel bene o nel male ha permesso l’arrivo di servizi innovativi. Ora però, da più parti, comincia a essere messo in discussione, in Europa e negli Stati Uniti, e così si spiega questa nuova alzata di scudi a favore della neutralità della rete. È sorta infatti, nei giorni scorsi, anche l’organizzazione NNsquad.it, con i cui principi è il linea questo progetto di legge. NNsquad.it difende la neutralità della rete ed è nata come sezione italiana del progetto NNSquad.org, varato negli Stati Uniti da alcuni dei maggiori esperti di internet, tra cui il “padre della rete” Vint Cerf.

È insomma una fase in cui opposte lobby organizzano le proprie mosse e vengono alla luce, scontrandosi per modificare o difendere i principi fondanti di internet. Negli Stati Uniti, la questione è ora sotto l’esame di Fcc (l’Authority tlc Usa) e del Congresso, dopo che alcuni operatori hanno chiesto di poter manipolare il traffico dei propri utenti. Il 31 marzo il Parlamento europeo voterà invece alcuni emendamenti, al nuovo pacchetto di norme tlc (ora in bozza), che darebbero agli operatori il diritto di filtrare il traffico internet in base ai propri interessi (per esempio, rendendo più veloci i servizi dei propri partner commerciali). Google, Yahoo!, eBay, Skype si sono scagliati contro questi emendamenti, scrivendo una lettera all’Unione Europea, “affinché continui a mantenere aperta internet”. Anche i loro interessi sarebbero compromessi da un aumento di potere degli operatori su internet.

via Repubblica.it.





Facebook pensa in grande si prepara a battere moneta

26 03 2009
Facebook pensa in grande si prepara a battere moneta

Con i suoi 175 milioni di “abitanti”, Facebook è ormai una comunità ben più popolosa di molti Stati. E chi pensa che un sito internet, per quando grande, non possa essere paragonato a una nazione, dovrà ricredersi se, come pare, Facebook acquisirà la prerogativa di battere moneta, trasformando un social network di grande successo in un enorme mercato globale.

La notizia l’ha data Gareth Davis, uno degli sviluppatori della compagnia, nel corso di una conferenza sui videogame. Intervenendo al GamesBeat di San Francisco, Davis ha confermato le voci di corridoio secondo le quali Facebook starebbe lavorando sull’idea di mettere a disposizione dei suoi utenti una valuta virtuale. “Ovviamente, si tratta di un’impresa notevole”, ha chiarito Davis, “quindi ci vorrà molta attenzione”.

L’annuncio ha dato il via alle speculazioni su quali cambiamenti una mossa del genere possa introdurre nel futuro del social network. Ovviamente, la notizia è stata accolta con una certa trepidazione dai numerosi sviluppatori che creano applicazioni per Facebook e che vedrebbero moltiplicate le proprie possibilità di guadagno. Già oggi gli utenti hanno la possibilità di acquistare versioni premium di questi software (in molti casi si tratta di giochi), ma il mercato è limitato dalla necessità di usare una carta di credito anche per piccole transazioni. Una valuta virtuale faciliterebbe i micropagamenti, aumentando le possibilità di guadagno degli sviluppatori. Ma porrebbe inevitabilmente il social network nel mirino del crimine informatico.

Ma c’è chi invita alla cautela: su CNet News, Caroline McCarthy ricorda il precedente del Facebook Wallet, del quale si parlò con insistenza quasi due anni fa. All’epoca sembrava che la compagnia stesse per lanciare da un momento all’altro un suo sistema di pagamento simile a PayPal. Allo scopo era stato assunto un pezzo grosso di Google, Benjamin Ling. Ma poi non se ne fece nulla.

Secondo gli analisti, il mercato mondiale di beni virtuali ha raggiunto il valore di 1,5 miliardi di dollari. Nate nell’ambiente dei giochi di ruolo online, le economie virtuali sono diventate un fenomeno molto popolare con l’esplosione di Second Life la cui moneta, il Linden Dollar, può essere scambiata con dollari reali in base a quotazioni stabilite giorno per giorno in un vero e proprio mercato dei cambi. Si stima che il prodotto interno lordo di Second Life nel 2007 abbia superato i 500 milioni di dollari.

via Repubblica.it





Mozilla e Khronos Group per un Web 3D

25 03 2009

firefox logoMozilla e Khronos Group hanno annunciato l’intenzione di portare il 3D nell’esperienza di navigazione del Web.

Secondo Vladimir Vukicevic, Team Lead di Mozilla Graphics, l’utilizzo massivo delle applicazioni web da parte delle persone, ha portato alla creazione di un incremento delle funzionalità di queste. Attualmente le webapps implementano funzionalità tipiche dei programmi offline, come integrazione con audio e video, possibilità di salvare i dati offline; l’implementazione del 3D, secondo Vukicevic, può portare ad un miglioramento della user experience dell’utente, nonché alla possibile creazione di un’intera nuova famiglia di webapps.

Stando a quanto dichiara Mozilla, una prima implementazione di queste nuove features si dovrebbe avere dopo il rilascio di firefox 3.5, premesso che tutto vada bene dal punto di vista della standardizzazione.

via ossBlog.it





Giornata del Software Libero a Maglie (LE)

25 03 2009

Sabato 28 marzo si terrà, presso l’ITS Cezzi-De Castro a Maglie (Le) la “Giornata del Software Libero”, promossa dall’associazione Biblioteca di Sarajevo, con la collaborazione dell’associazione SaLUG.

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La mattinata sarà dedicata alle scuole e agli insegnanti, con introduzione ai principi del software libero e mini-talk con dimostrazioni pratiche sulle macchine. La sessione pomeridiana vedrà lo svolgersi di un incontro dibattito, con l’intervento sia delle associazioni promotrici che di un esperto nazionale del settore, nella persona di Guido Iodice e dell’assessore alla Innovazione Tecnologica di Casamassima Giuseppe Pellegrino.

Qui verranno approfonditi vari aspetti del software libero, implicazioni e prospettive socio economiche, ed infine l’illustrazione in anteprima assoluta della futura legge regionale pugliese sull’adozione del software libero da parte dell’amministrazione regionale e sulla promozione del software libero sul territorio regionale, illustrata dall’autore stesso della legge, nella persona dell’assessore Giuseppe Pellegrino.

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Seguirà dibattito col pubblico, e dimostrazioni pratiche con le macchine. Sono cordialmente invitati tutti gli interessati che avranno la possibilità di partecipare.

via TuxJournal.net





IDC: grazie alla crisi Linux decolla

21 03 2009

Qualcuno questa notizia l’aspettava da tempo, qualcun altro l’aveva addirittura pronosticata. La dura crisi economica che sta interessando tutto il mondo è servita a far decollare Linux nel settore aziendale.

Lo rivela uno studio condotto da IDC e commissionato da Novell su un campione di trecento imprese.

A quanto pare, ben il 72% dei responsabili IT intervistati ha dichiarato di stare valutando attentamente, di aver già deciso di adottare o incrementare l’utilizzo di Linux sui propri server aziendali nel 2009.

Il 68%, invece, ha risposto nello stesso modo per quanto riguarda l’adozione del pinguino come unico sistema operativo desktop per l’azienda. I motivi di questa scelta? Ovviamente i costi. Non è un caso quindi che grazie a strumenti open source sia possibile creare dei sistemi desktop con browser e software di produttività praticamente a costi zero. Per concludere, il 49% degli intervistati si è detto assolutamente certo del fatto che Linux entro i prossimi due anni diventerà la piattaforma più utilizzata dell’intero mercato server.

via TuxJournal.net.








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